NO MORE STUPID THINGS


Smentire per costruire
gennaio 8, 2009, 4:15 pm
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Bello come la smentita delle proprie idee da parte di se stessi sia una così piena e fantastica sensazione,

 

come la cangevolezza dei propri percorsi sia una costante di costruzione, come sia una folgorante intuizione quella di sgretolare le proprie sicurezze. Martello potente e leggero il pensiero che polverizza le proprie idee.  Non penso ci sarà bisogno di scrivere nessuna seconda opzione, una seconda ipotesi, visto come la prima si sta concretizzando nella sabbiosa atmosfera ch’è il turbine delle riflessioni. 

 

Bello come la smentita delle proprie idee da parte di se stessi sia una così piena e fantastica sensazione;

si ha come l’impressione di aver capito. 

M

ueeeeee



Anche no
gennaio 7, 2009, 9:27 pm
Filed under: ispirazioni, news

flot_beatblindshttp://www.core77.com/blog/featured_items/flotspotting_will_gurley_8755.asp

Sempre CORE77 cita questo oggetto sonoro perfettamente in tema con il titolo della tesi di quest’anno alla NABA (MI, ITALY)

Questa tendina si merita il mio personalissimo bollino di NOMORESTUPIDTHINGS



Leggimi
gennaio 7, 2009, 9:21 pm
Filed under: ispirazioni, leggimi

Di seguito un breve stralcio di un articolo pupplicato del magazine on-line CORE77, la versione integrale qui http://www.core77.com/blog/featured_items/the_4_fields_of_industrial_design_no_not_furniture_trans_consumer_electronics_toys_by_bruce_m_tharp_and_stephanie_m_tharp__12232.asp

Design is pretty much a mess. Just try and make sense of the range of the terms floating around out there: user-centered design, eco-design, design for the other 90%, universal design, sustainable design, interrogative design, task-centered design, reflective design, design for well-being, critical design, speculative design, speculative re-design…



Due
gennaio 7, 2009, 5:14 pm
Filed under: news, thesi

bigbang-consept

DUE. La seconda ipotesi nasce da un ramo della prima idea. Una serie di sedie che simulino le diverse teorie del BIG BANG! 

 Il suono non è altro che una perturbazione di uno stato di quiete, un’increspatura dell’aria. Così fù il big Bang, la più grande esplosione, la più grande perturbazione dello spazio immobile. Le sue increspature, come quelle che si possono formare in un bicchiere, hanno dato origine al nostro universo. Il suono è un onda che si propaga, proprio come la scintilla iniziale, che Con e Dal suo movimento creò il Tutto.

Le sedie prenderanno forma sotto le mani divine del proprio fruitore, saranno sedie che nascono e muoino in un giorno, che dureranno in eterno, che si sdoppieranno,

saranno delle sedie da dio.



uno
gennaio 7, 2009, 4:48 pm
Filed under: news, thesi

logo

UNO. Riprende la strada che in un oggetto vi possa risiedere un’idea, e questa possa avere un suo suono, e che quindi, l’oggetto in questione possa suonare come l’idea che in esso risiede.

Questo oggetto sarà una sedia, o meglio una serie di sedie. E’ stata scelta una seduta constatando come possa essere luogo topico per evocare un atmosfera, un’idea.

Prende in considerazione quali siano i suoni più marcatamente riconscibili e riconducibili ad un’atmosfera e perchè questi non si confondano con altri.  Si attribuisce così al suono una consistenza figurale,  sarà il metonimico per significare pratiche, atmosfere e  luoghi diversi.



due vie due
gennaio 7, 2009, 4:46 pm
Filed under: thesi

germanrockfuckuot

GERMANSROCKINGTHEFUCKOUT

Una volta scrissi: 

2, due mi pare il numero perfetto.

2, non più di due.

2 motivi: uno) oltre il 2 mi annoio.

                    due) già il secondo non ha vinto, figuriamoci il terzo.

Così mi pare proprio simpatico il fatto che scriverò due abstract per due mie idee di come sviluppare la tesi; ora ve le illustro:



Che fine a fatto l’industrial design?
dicembre 23, 2008, 10:13 am
Filed under: ispirazioni, leggimi, news

di Annibale Pepe ( Editoriale, 7 Novembre su Ventiquattro)

La risposta è: dappertutto. Il design è vantato, speso, descritto, glorificato, pubblicizzato in ogni dove, per ogni prodotto, in ogni circostanza, in ogni comunicazione. Sono “di design” i frigoriferi, i mobili, anche quelli fai da te che si montano a casa con il retro rigorosamente di masonite. […]

Insomma l’industrial design ha vinto ma, come tutte le vittorie, a caro prezzo.

E’ diventato standard, ma si è sciolto nell’industria. Per paradosso ha raggiunto il suo obiettivo totalizzante smarrendo gran parte della sua cultura e del suo dibattito disciplinare nel consumo di massa. […] Tutto questo si è sciolto in un’eccezione che nel farsi regola è divenuta medianità, anzi, probabilmente mediocrità.[…]

Ma l’eccezionalità del design non è scomparsa, è solo migrata culturalmente e materialmente dal mondo della visione sociale a quello della promozione individuale, dall’utile, bello e accessibile, al lusso.  Il design eccezionale firma elettrodomestici d’èlite, vassoi che costano 300 euro, gioielli. […] Non più solo progettisti ispiratori di grandi storie di industrie e di prodotti, ma Griffe, in grado di firmare tutto per conferire un valore aggiuto che sta nel nome e non necessariamente nella materia.

Forse i tempi sono maturi per una nuova riflessione, per restituire all’industrial design la sua dimensione di confronto sulla post modernità e il suo futuro.