NO MORE STUPID THINGS


e Che poligono sia
marzo 4, 2009, 7:09 pm
Filed under: ispirazioni, leggimi, news

Sotto in ordine, diverse espressioni della stessa realtà:

Xavier Veilhan

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Nata per approssimazione del reale,

la rappresentazione digitale esce dallo schermo, esce dal bidone del vostro pc per materializzarsi così com’è, sfrontatamente nella sua natura poligonale o piatta come un foglio elettronico, ma interagisce finalmente con il mondo esterno, con il nostro mondo, con lo stesso mondo che l’ha prima relegata in un spazio infinito di un modellatore tridimensionale  e poi l’ ha fatta crescere sino a liberarla.

Ora questi animali si materializzano con la loro natura, nella nostra natura, facendo sfoggio del proprio essere tagliante, appuntito o variopinto e impalpabile.  Ci mostrano la loro natura che noi stessi abbiamo codificato per loro e che gli regaliamo infine quella scintilla in minatura che li rende vivi, animali che volano senza rumore, corrono senza fiato.

 

Nati per approssimazione del reale,

crescono e vivono per approssimare il reale al virtuale, per tenerci ancora un po’ di compagnia.

 

M



e la sedia disse al lago
gennaio 19, 2009, 8:22 pm
Filed under: ispirazioni, news, thesi

Una sedia,  il suo rumore, la sua voce.

Una sedia il suo carattere, le sue idee,  il suo pensiero attraverso il suo rumore, la sua voce,  la sua onomatopea disegnata nell’aria.

Una sedia che colloquia piano con il suo intorno per onomatopee suonate da una poesia scritta a due mani.

Una sedia,  il suo rumore, la sua voce.

M



o una cosa del genere
gennaio 8, 2009, 4:54 pm
Filed under: ispirazioni, news, thesi

telesediotrasporto

 

 

Telesediotrasporto, o una cosa del genere.

L’idea è più o meno questa.

M



Da, a, quando il range è 2
gennaio 8, 2009, 4:31 pm
Filed under: ispirazioni

Cosa mai vorrà dire da Gio Ponti ad Andies Van Onck. Quale insieme di progettisti sono racchiusi in questo insieme limitato? Dico, da Nord a Sud ha un suo senso, racchiude  e mostra pittosto esplicitamente il suo insieme.

Ma la vera domanda è:  Se il range fosse 2? 

Mi viene quasi il dubbio che sia sempre così che quando si tira in ballo una stringa da, a, non si faccia altro che nominare solo i due elementi principali, quasi che fossero solo loro 2 gli elementi costituenti dell’insieme. 

Non cogliete un divertente paradosso?

M



Anche no
gennaio 7, 2009, 9:27 pm
Filed under: ispirazioni, news

flot_beatblindshttp://www.core77.com/blog/featured_items/flotspotting_will_gurley_8755.asp

Sempre CORE77 cita questo oggetto sonoro perfettamente in tema con il titolo della tesi di quest’anno alla NABA (MI, ITALY)

Questa tendina si merita il mio personalissimo bollino di NOMORESTUPIDTHINGS



Leggimi
gennaio 7, 2009, 9:21 pm
Filed under: ispirazioni, leggimi

Di seguito un breve stralcio di un articolo pupplicato del magazine on-line CORE77, la versione integrale qui http://www.core77.com/blog/featured_items/the_4_fields_of_industrial_design_no_not_furniture_trans_consumer_electronics_toys_by_bruce_m_tharp_and_stephanie_m_tharp__12232.asp

Design is pretty much a mess. Just try and make sense of the range of the terms floating around out there: user-centered design, eco-design, design for the other 90%, universal design, sustainable design, interrogative design, task-centered design, reflective design, design for well-being, critical design, speculative design, speculative re-design…



Che fine a fatto l’industrial design?
dicembre 23, 2008, 10:13 am
Filed under: ispirazioni, leggimi, news

di Annibale Pepe ( Editoriale, 7 Novembre su Ventiquattro)

La risposta è: dappertutto. Il design è vantato, speso, descritto, glorificato, pubblicizzato in ogni dove, per ogni prodotto, in ogni circostanza, in ogni comunicazione. Sono “di design” i frigoriferi, i mobili, anche quelli fai da te che si montano a casa con il retro rigorosamente di masonite. […]

Insomma l’industrial design ha vinto ma, come tutte le vittorie, a caro prezzo.

E’ diventato standard, ma si è sciolto nell’industria. Per paradosso ha raggiunto il suo obiettivo totalizzante smarrendo gran parte della sua cultura e del suo dibattito disciplinare nel consumo di massa. […] Tutto questo si è sciolto in un’eccezione che nel farsi regola è divenuta medianità, anzi, probabilmente mediocrità.[…]

Ma l’eccezionalità del design non è scomparsa, è solo migrata culturalmente e materialmente dal mondo della visione sociale a quello della promozione individuale, dall’utile, bello e accessibile, al lusso.  Il design eccezionale firma elettrodomestici d’èlite, vassoi che costano 300 euro, gioielli. […] Non più solo progettisti ispiratori di grandi storie di industrie e di prodotti, ma Griffe, in grado di firmare tutto per conferire un valore aggiuto che sta nel nome e non necessariamente nella materia.

Forse i tempi sono maturi per una nuova riflessione, per restituire all’industrial design la sua dimensione di confronto sulla post modernità e il suo futuro.